Ushuaia, il cui nome in yahgan significa “baia che penetra a ovest”, si trova all’estremità meridionale dell’Isla Grande, stretta tra le cime innevate del Cerro Martial e del Monte Olivia e le fredde acque del Canale di Beagle. Capitale della provincia della Tierra del Fuego, Antartida Argentina y Islas del Atlantico Sur, per la sua posizione a 54° di latitudine sud gode della fama di città più australe del mondo.
Sulla Península McClinton, Thomas Bridges fondò nel 1870 la missione anglicana, primo insediamento europeo in Tierra del Fuego. Nonostante i missionari anglicani frequentassero queste acque fin dal 1855, Bridges fu il primo ad instaurare rapporti di amicizia con i nativi yahgan, dei cui diritti fu sempre strenuo difensore: ne apprese l’idioma e compilò un ancora inedito dizionario, tradusse la Bibbia nella lingua locale ed esplorò metodicamente i canali a bordo della lancia Leeloom. La missione fu abitata fino al 1948, quando la Marina ne prese possesso e la incluse nel recinto della Base Navale.

Nel 1884 il comandante della Marina, Augusto Lasserre, stabilì nella baia la prefettura e nel 1899 fu aperto il penitenziario, all’interno del quale i detenuti si dedicavano alla fabbricazione di oggetti d’arredamento e al confezionamento di vestiti, o, trasportati da un trenino che seguiva il percorso dell’odierna Avenida Maipú, erano impiegati nella costruzione di case e strade e nel taglio dei boschi. Successivamente, l’arrivo d’immigrati spagnoli e croati contribuì alla crescita del nucleo urbano, che nel 1935 vide atterrare i primi aeroplani. La colonia penale cedette il posto nel 1947 alla Base Navale Almirante Berisso e, nel 1970, la città venne dichiarata Porto Franco, incentivando così l’insediamento di fabbriche e stabilimenti. Oggi l’industria e la pesca rimangono le principali attività economiche, ma sempre maggior importanza assume il turismo, grazie anche alla posizione privilegiata che ne fa il porto ideale per i viaggi in Antartide.

Scoperta a livello nazionale ed internazionale, Ushuaia in pochi anni è andata incontro ad uno sviluppo urbanistico disordinato e alla nascita di nuovi quartieri poco aggraziati, che in verità non stonano con lo stile di città di frontiera che ancora la permea; un’impressione che trova conferma passeggiando per l’Avenida San Martín, la via principale, dove le vetrine dei negozi espongono articoli d’importazione duty free, ma soprattutto tabacchi e liquori! Nelle vie del centro si riconoscono le case più antiche, di legno e col tetto in lamiera ondulata: il legno proveniva dalle segherie locali, mentre la lamiera arrivava da Buenos Aires con la nave che ogni sei mesi riforniva i coloni dei beni di prima necessità.

All’interno dell’edificio che accoglieva la direzione del carcere, si trova il Museo Marítimo y Presidio de Uhsuaia. Il museo esibisce una collezione di modellini di navi e battelli d’epoca e foto e oggetti della colonizzazione fuegina, ma sicuramente la maggiore attrazione è il Museo Penitenziario, allestito nelle celle e dedicato alla storia della prigione ed ai suoi più famosi ospiti: Cayetano Santos Godino, soprannominato El Petiso Orejudo (Il Piccolo dalle Grandi Orecchie), serial killer di bambini a Buenos Aires, che vi entrò all’età di 16 anni nel 1915 e vi rimase fino al 1944, quando venne ucciso dai compagni di pena; Mateo Banks, soprannominato El Místico (Il Mistico), che vi fu rinchiuso dal 1924 al 1944 per aver trucidato la famiglia e che morì a Buenos Aires pochi giorni dopo essere stato graziato; Herns El Serruchito (Il Seghetto), che aveva l’abitudine di tagliare a pezzi le vittime e buttarle nel Lago di Palermo, e che, ironia della sorte, diventò il macellaio della prigione. Circola voce, non supportata però da prove, che anche il famoso cantante di tango Carlos Gardel sia stato ospite di queste mura.

Il lungomare sulla baia è animato di ristoranti, bar e alberghi, ed ancorati alle banchine fanno bella mostra di sé insigni velieri sopravvissuti alle insidie dei canali fuegini. Sulle banchine, eccettuati i mesi di dicembre e gennaio, è possibile assistere all’arrivo dei pescherecci carichi di pregiate centolla, grossi granchi dalla polpa simile a quella dell’aragosta. Dal Muelle Turístico salpano le escursioni in battello nel Canale di Beagle. Le più classiche sono il cosiddetto circuito corto, che tocca l’Isla de los pájaros, l’Isla de los lobos ed il faro Les Eclaireurs, dove naufragò la Monte Cervantes, ed il circuito largo, che si spinge sino all’Isla Gable ed alle estancia Harberton e Almanza.

L’estancia Harberton, fondata da Thomas Bridges, è gestita dal pronipote del missionario, Simon Goodall, che ha restaurato gli edifici e raccolto in una stanza oggetti e reperti ona, fossili e la biblioteca del reverendo Bridges. La moglie Rae Natalia Prosser, biologa naturalista di origine statunitense, ha realizzato lo splendido Museo Akatushún, interamente dedicato alla vita marina. Presso l’estancia è possibile soggiornare e anche campeggiare, e nella confitería si possono gustare ottimi dolci e acquistare oggetti artistici e d’artigianato locale.

estratto dalla guida

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